sabato 9 dicembre 2017

NATALE: RI-COMINCIAMO


II Domenica di Avvento Anno B
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

sabato 4 novembre 2017

GESU' L'AMICO


XXXI Domenica   Tempo Ordinario – Anno A 

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. (...) Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».

Gesù, come amico vero, ogni giorno, ogni Domenica ci invita a camminare con Lui verso un nuovo orizzonte dove mi ritrovo più vero, più autentico, più Uomo. Ad ogni frase del Suo Vangelo, un invito a camminare verso la mia maturità rifiutando falsità ed ipocrisie.
Proprio di ipocrisia si parla in questa Domenica,  scegliere una vita che sia il più possibile espressione delle mie idee, dei miei sogni senza paura di quello che sono comprese le mie debolezze e paure… una vita senza maschere e senza carnevali.
Al peccato d'ipocrisia, si aggiunge quello della vanità, apparire non essere, proprio lo slogan dei nostri tristi giorni. Nascondendosi dietro a titoli di tutti i generi, millantati e non corrispondenti alla verità della nostra vita. A tale visione di vita, l’Amico Gesù ci suggerisce il cammino dell’umiltà e del servizio. Ministri della Vita, custodendola e servendola nella serena gioia di ogni giorno sapendo che tale gioia è la mia più bella ricompensa.


sabato 28 ottobre 2017

AMARE



XXX Domenica Tempo ordinario Anno A

“In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Alla provocazione dei farisei di ieri e di oggi, Gesù risponde con una sola parola che riassume tutte le Parole di Dio e degli uomini: Amare.
Credo che non esista parola più grande e bella di questa, perché è al centro della vita di ogni uomo, è nel suo intimo, nel suo cuore. Amare ed essere amati è il desiderio più profondo, l’essenza stessa della vita di ogni uomo.
Amare voce del verbo dare, che si declina in tanti modi: amare Dio, il prossimo e noi stessi.
·        Amare Dio per molti è osservare leggi e precetti, vivere onestamente ed osservare la morale. Amare Dio è molto di più, è vedere il mondo come lo vede Lui ed impegnarsi a realizzare il Suo Regno sulla terra.
·        Amare il prossimo è rispetto, solidarietà, condivisione.

sabato 21 ottobre 2017

PAGARE O RESTITUIRE?


XXIX domenica - Tempo ordinario Anno A


In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Pagare o restituire? Mentre i Farisei e gli Erodiani parlano di pagare, Gesù cambia il verbo in restituire “restituite”, apparentemente sembra un piccola distinzione ma non è così.
Lasciando da parte le tante provocazioni e riflessione che sempre la Parola di Gesù ci offre, io mi vorrei concentrare su questa piccola ma importante diversità dal linguaggio degli uomini e quello di Gesù.
Il mondo parla di pagare,  la pura logica del mercato: domanda e offerta,  ecco il prezzo da pagare… Gesù vede il mondo non in modo economicistico ma esistenziale, legato ai rapporti tra gli uomini da viversi nella logica dell’Amore.

sabato 14 ottobre 2017

SIAMO TUTTI INVITATI


XXVIII Domenica Tempo Ordinario – Anno A

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».

Il Signore ci invita ad una grande festa, non una festa qualsiasi, ma ad una festa nuziale. Credo che il giorno delle nozze sia il giorno più bello che si possa immaginare, sia per gli sposi che per tutti quelli che sono invitati. Eppure nessuno risponde all’invito. Come mai? Occorre avere un cuore aperto all’amore, alla gioia, alla felicità per poter far festa con gli sposi… altrimenti restiamo “fuori” da tale gioia e preferiamo cose più serie: gli affari, il lavoro tutte cose da uomini  “seri”.

sabato 30 settembre 2017

DOMENICA XXVI

Matteo 21,28-32
In quel tempo, disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L'ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli».
Un uomo aveva due figli! La parabola inizia con questa frase, ci saremmo potuti aspettare che dicesse: un padre aveva due figli, invece usa questo termine generico, quasi impersonale, che parafrasando un celebre romanzo potremmo dire, uno, nessuno o centomila. Anche i destinatari di questa parabola, sono coloro che rappresentano la gerarchia religiosa del popolo d’Israele, uomini pii e devoti che forse agli occhi di Gesù peccano proprio per questo, non vivono nella fiducia di Dio Padre.

Tutto il discorso che è sotteso alla parabola è essere Figli e non servi.  Il primo dice di si, rispetta la forma non la sostanza e crede di aver messo a tutto posto. L’altro, oppone il suo rifiuto, come se la vigna non fosse anche di sua proprietà, ma solo un’incombenza da svolgere. In lui, tuttavia, c’è un ripensamento: si pente, cambia il suo modo di vedere il padre e la vigna e si reca al lavoro. Dio non è un dovere da svolgere, ma un Padre da accogliere nella gioia. Gioia  di essere suoi figli chiamati a collaborare con Lui ad un mondo nuovo sognato da Dio verso il quale  noi siamo chiamati a camminare con letizia .



venerdì 22 settembre 2017

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sabato 2 settembre 2017

SE VUOI

XXII DOMENICA - Tempo ordinario Anno A

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto (...) e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».



Gesù ci invita a seguirlo condividendo con lui la sua stessa vita. Un invito che affonda le sue radice nella nostra volontà e libertà: se vuoi. Non un obbligo, ma una libera scelta di vita totale e coinvolgente fino a diventare una sola cosa come solo l’Amore può fare.
Non vuole ne ingannarci e tacere tutte le difficoltà che questa vita richiede, ecco perché fin dall’inizio ci fa conoscere le condizioni di tale scelta.
Tre sono le cose che ci chiede:

domenica 27 agosto 2017

CHI SONO IO PER TE?

XXI Domenica
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-20)
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. 




I saggi di questo mondo non danno mai risposte preconfezionate ma semmai pongono nel cuore dei loro discepoli domande.
Gesù rientra tra questi, anzi Lui non è solo un saggio è molto di più, anche se usa  lo stesso loro metodo, è la Sapienza eterna del Padre venuto sulla terra per illuminare il cuore dell’uomo. Non ci considera “gente”, desidera mettere in rilievo con quel “ma voi”  che chi si dice cristiano è chiamato a dare una risposta chiara a Lui.
La domanda di questa pagina del vangelo è sempre attuale perché ci interpella ogni giorno sul nostro cammino di discepoli. Una interrogativo mai finito al quale rispondere ogni giorno se veramente vogliamo continuare il nostro cammino di discepolato.
Per tutti noi risponde Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Una risposta vera, teologicamente perfetta più da Teologo che da innamorato. Gesù accetta questa dichiarazione come un inizio su cui poter crescere ma la risposta Pietro la darà sul colle Vaticano quando ormai vecchio di anni, anche se giovane nel cuore, potrà dare la sua bella testimonianza d’amore a Gesù non più con parole ma con la sua stessa vita e testimonianza.
Quella di oggi è pertanto una risposta che si andrà formando in noi attraverso la nostra vita, giorno per giorno, con le fatiche e le gioie di ogni giorno.

Solo alla fine anche noi potremo dire con Gesù: nelle tue mani consegno il mio spirito, la mia vita, la mia storia di fede. Non più parole, formule o bei pensieri, ma la mia stessa vita diventata la mia riposta al Tuo Amore. 




sabato 19 agosto 2017

LA FEDE DI UNA MADRE

XX Domenica – Tempo ordinario Anno A

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

Il grido di una madre che chiede aiuto per il figlio/a malati è il grido più forte di questo mondo! Anche Gesù non può che ascoltare.
Una donna, una madre  e per di più pagana ma con una fede incrollabile. Anche i titoli con cui si rivolge a Gesù denotano una comprensione profonda del mistero della Sua persona: Figlio di David, Re e Messia atteso dal popolo di’Israele ma va oltre all’apparenza umana ed arriva al cuore del mistero… Signore, Figlio di Dio venuto sulla terra.


Una fede che non si arrende di fronte al silenzio di Gesù, alle sue opposizioni che avrebbero scoraggiato chiunque, alle Sue argomentazioni circa i tempi per il suo progetto missionario. Per la madre c’è solo l’urgenza di salvare il figlio!
Anche i discepoli intervengono non tanto per senso di carità ma di convenienza: “…ci viene dietro e ci importuna con il suo vociare”.
Una donna fa cambiare il progetto di Gesù così come Maria a Cana di Galilea, anche lei anticipa l’ora dei pagani al Regno di Dio. Non chiede se non le briciole, quello che resta.
La sua grande fede sta nel credere che nel cuore di Dio non ci sono che  figli , che Lui prova dolore per il dolore di ogni bambino, di ogni uomo,  Lui è sempre pronto ad ascoltare  tutti oltre le religioni, le nazionalità le nostre categorie.


sabato 12 agosto 2017

CORAGGIO SONO IO

XIX domenica - tempo ordinario Anno A

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». [...]




E’ strano il verbo usato da Matteo  che mette sulle labbra di Gesù all’inizio del Brano: “costrinse”. A prima vista suona come una sorta di violenza, di coercizione, a mio avviso fa parte di un piano preciso per vedere come si sarebbero comportati i discepoli senza di Lui. Gesù  si prende cura di tutti e dà fiducia ai suoi discepoli chiedendo loro di “precederlo sull’altra riva”  perché lui deve “congedare la folla”.

sabato 22 luglio 2017

IL GRANO E LA ZIZZANIA


Gesù ci rivela il Padre e nello stesso tempo il cuore di ogni uomo.
Sono questi i due vertici della parabola odierna, i due protagonisti del dialogo tra il Creatore e la creatura che Dio ha voluto instaurare con tutti noi.
La Parola di Gesù pertanto, come sempre, ci rivela il progetto di Dio Padre, ci interpella  con l’ascolto e con la risposta nella nostra vita.

sabato 15 luglio 2017

LA VERGINE DEL CARMELO


La nuova Via intrapresa, ci porta oggi a celebrare con le nostre Suore, la Solennità di Maria Vergine del monte Carmelo, Patrona dell’omonimo Ordine Religioso.
L’odierna festa ci richiamo in duplice modo alla mente ed al cuore la Terra Santa, con la sua geografia sacra (relativa al monte Carmelo) e alla sua storia sacra facendoci meditare la figura di Maria Madre del Signore e Madre nostra.

sabato 8 luglio 2017

TI RENDO LODE, PADRE

xiv domenica Tempo ordinario – Anno A 

 In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».



 Il brano di questa settimana si inserisce in un contesto di crisi: il Battista è in prigione e da lì invia i suoi discepoli da Gesù per sapere se è Lui il Messia o no (il dubbio serpeggia anche nella mente di Giovanni). Anche le città intorno al lago di Galilea non riconoscono la potenza dei miracoli operati da Gesù e da lui vengono rimproverate: “guai a te Corazin, guai a te Betsaida e Cafarnao”. Traspare tutta la delusione e lo scoraggiamento del giovane Rabbì Gesù, una piccola notte dello spirito. Gesù ha improvvisamente come un sussulto di stupore, gli si apre davanti uno squarcio inatteso, un capovolgimento: Padre, ho capito e ti rendo lode.
    Questo episodio mi ha fatto venire in mente un’altra notte e un altro uomo. La notte di San Damiano quando Francesco d’Assisi sembra essere sopraffatto dal dolore fisico e spirituale, ma al mattino la luce della Grazia gli farà intonare un altro cantico: “Altissimo, bon Signore, tue son le laudi la gloria e l’onore…” il Cantico delle creature. “Ha rovesciato i potenti, ha innalzato gli umili”, i piccoli, Dio capovolge la logica del mondo, la verità viene rivelata solo ai semplici e agli umili: Maria, Francesco… Occorre vedere il mondo alla maniera di Dio, la sapienza dei dotti non serve, occorre la sapienza del cuore. Inizia un nuovo discepolato, quello del cuore, perché Dio non è un concetto, ma il cuore dolce e forte della vita che si incarna ogni giorno. (Letture: Zaccaria 9,9-10; Salmo 144; Romani 8,9.11-13; Matteo 11,25-30)

sabato 1 luglio 2017

GRAZIE E SEMPRE AVANTI!!!!!


Questo testo vuol essere un dono per ogni parrocchiano 
e un invito a continuare il cammino della propria vita cristiana 
come credenti contempl-attivi.

domenica 25 giugno 2017

VOI VALETE



“In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». (MT 10)

            Il primo invito che Gesù ci fa è quello del coraggio, virtù essenziale per vivere dignitosamente ogni vita umana, non solo per il credente. Non il coraggio delle grandi imprese ma quello da indossare tutti i nostri giorni feriali e festivi: il coraggio della verità. Contro i complotti che si ordiscono nelle tenebre della notte del male, le congiure ordite contro l’innocente, le trame eversive con il nemico giurato. Non solo quelle dei palazzi del potere con la “P” maiuscola ma tutte quelle che riempiono le nostre comunità, i nostri luoghi che ogni giorno viviamo.
Temete più la perdita della vostra dignità, la perdita della speranza, della fede più di quella del corpo; sapendo che il corpo come l’anima sono nella mani di Dio che ci custodisce.

giovedì 15 giugno 2017

IL PANE DELLA VITA

Domenica 18 giugno 2017
Corpus Domini – Anno A

“In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro (...). Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. (...) Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.


         Ogni giorno l’Eucarestia è celebrata nelle mille e mille chiese di tutto il mondo, senza contare che già nel giorno del Giovedì Santo ne celebriamo solennemente l’istituzione. Sorge allora una domanda: perché la Solennità odierna? Papa Urbano IV nel 1246 nell’instituire la Solennità del Corpus Domini, esprime nella Bolla di indizione il significato di questa festa che ripete anche a noi :

venerdì 9 giugno 2017

CERCATORI DI DIO

Santissima Trinità.  Anno A

“In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio”.

Celebrata la Solennità della Pentescoste, compimento della Pasqua con il dono dello Spirito Santo alla Chiesa nascente, in questa Domenica del Tempo Ordinario, celebriamo la Solennità della SS. Trinità.
Come prima cosa Gesù fa una rivelazione a Nicodèmo e a tutti i “ricercatore di Dio”  una rivelazione fondamentale: Dio ci ama come solo lui sa fare infinitamente. Dio ha tanto amato il mondo, fino a donarci il suo Figlio unigenito. San Paolo nell’inno ai Filippesi ci ricorda che il segno dell’Amore del Padre sarà il Figlio che umilierà se stesso assumendo la condizione umana, lui che è Dio con il Padre, e a morire per noi sul legno della croce.


“Da dare il suo Figlio”: nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo concreto, pratico, forte, il verbo dare.  “…Non c'è amore più grande che dare la propria vita...”. Amare non è un puro fatto sentimentale, non equivale a emozionarsi o a intenerirsi, ma a “dare”, un verbo che esige  mani e gesti.

sabato 3 giugno 2017

IL SOFFIO DI DIO (DOMENICA DI PENTECOSTE)

“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».





         Compimento della Pasqua del Signore è la Festa che celebriamo in questa Domenica, con il Dono che Gesù Risorto fa ai suoi discepoli, lo Spirito Santo: “ricevete lo Spirito santo! Dono che nasce dalle stimmate della Passione (mostrò loro le mani ed il costato) ed elargito ai discepoli nel giorno di Pasqua. Dono del suo amore misericordioso: a chi perdonerete saranno perdonati i peccati.

giovedì 1 giugno 2017

GESU', VIA, VERITA' E VITA

            Con questo primo giovedì del mese di Giugno, si conclude il percorso spirituale, intrapreso ad Ottobre 2106,  per tutti i fedeli della Parrocchia in questo anno pastorale che tra poco finirà.   
             L’idea è stata quella di dedicare un anno intero alla crescita spirituali, attraverso la preghiera, l’adorazione Eucaristica e la catechesi da me proposta, al fine di poter costruire sempre più la nostra Comunità, crescendo nell’adesione a Cristo e nella dimensione del servizio servendoci del brano evangelico  di Marta e Maria.
Per concludere, se pur parzialmente, questo nostro itinerario, ho scelto il brano del Vangelo di Giovanni ove Gesù si auto-rivela come la Via, la Verità e la Vita dell’uomo (14, 1-12).
 Gesù, il Risorto, ci dona una delle più belle delle sue auto-rivelazioni di tutto il Vangelo:

giovedì 25 maggio 2017

IL CRUCIVERBA DELLA STORIA

L’Ascensione è la festa che ci “costringe” a sollevare il nostro sguardo verso il “cielo” dove Gesù ci da appuntamento.
            Non è cosa da poco riuscire a sollevare il nostro sguardo dalle cose della terra, con gli impegni, i dolori e le preoccupazioni quotidiane. Non è facile capire che il punto finale della nostra storia personale e sociale si concluderà in “cielo”. Occorre coniugare la dimensione “orizzontale” della vita con quella “verticale”, una sorta di “cruciverba” dell’esistenza.



              Il cielo sopra di noi e il cielo dentro di noi, la vita abbarbicata alla terra e l’infinito di vita che ci portiamo dentro e che ci supera. E’ come far incontrare le due dimensioni, orizzontale e verticale, tra di loro: la gioia e il dolore, l’amore e l’odio. La Parola sulla croce, il ”cruci-verba” della nostra storia personale che alla fine avrà come soluzione la vita senza fine.

venerdì 19 maggio 2017

SE MI AMATE

VI DOMENICA DI PASQUA
ANNO A
“Se mi amate…” una domanda che arriva dritta al cuore di ogni credente, posta con delicatezza e con umiltà, ma che non lascia scampo ad ogni tipo di ipocrisia da parte nostra.
       La stessa domanda Gesù l’aveva già posta a Pietro dopo la sua risurrezione: Mi ami tu? Pietro uomo vero non poté che rispondere sinceramente, “ti voglio bene”. Lo stesso possiamo dire anche noi. L’Amore è il vertice di ogni vita e noi siamo ancora tanto lontani nel nostro cammino.


sabato 13 maggio 2017

IO SONO LA VIA


In questa quinta domenica del tempo pasquale, Gesù, il Risorto, ci dona la più bella delle sue auto-rivelazioni:
Io sono la Via, la Verità e la Vita!
            Via, strada, percorso che ogni uomo vede compiere, non immobilismo non recinti chiusi, non gruppi autoreferenziali ma una strada aperta da percorrere con Lui al fianco: “Io sono con te ovunque tu andrai”. Non elimina la fatica di ognuno di noi con fa sconti, ma ci garantisce la Sua presenza, il Suo incoraggiamento, il Suo aiuto, condividendo con noi la stessa fatica il nostro essere uomini.



mercoledì 26 aprile 2017

25.000 visite!

Oggi 27 Aprile 2017,
a distanza di cinque anni
dall'inizio della pubblicazione
del nostro Blog,
raggiungiamo il numero di 

25.000

visite fatte da voi che ci seguite.

Per questo da oggi
troverete il nostro blog
con una nuova grafica
e con una nuova composizione editoriale.

tutto questo ci impegna 
a proseguire con maggior
impegno ed entusiasmo
per tutti voi che ci seguite. PG

mercoledì 5 aprile 2017

ORARI SETTIMANA SANTA



LA PASQUA DEL SIGNORE
Celebrazione della Grande e Santa Settimana 2017
nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

9 APRILE: DOMENICA DELLE PALME 

ore 10,30 Ritrovo nel cortile delle suore, benedizione delle palme e processione; a seguire S. Messa.
                                                (non ci sarà la S. Messa delle ore 9,30)
Ore 11,00   S. Messa Solenne

mercoledì 18 gennaio 2017

5 FEBBRAIO: GIORNATA PER LA VITA


Adozione prenatale a distanza,
 sostieni una mamma in difficoltà e salvi il suo bambino.

Nel 1994 è nato Progetto Gemma, servizio per l'adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà, tentate di non accogliere il proprio bambino. Una mamma in attesa nasconde sempre nel suo grembo una gemma (un bambino) che non andrà perduta se qualcuno fornirà l'aiuto necessario. Progetto-Gemma offre ad una mamma un sostegno economico che le può consentire di portare a termine con serenità il periodo di gestazione, accompagnandola nel primo anno di vita del bambino.

mercoledì 4 gennaio 2017