sabato 9 dicembre 2017

NATALE: RI-COMINCIAMO


II Domenica di Avvento Anno B
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

sabato 4 novembre 2017

GESU' L'AMICO


XXXI Domenica   Tempo Ordinario – Anno A 

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. (...) Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».

Gesù, come amico vero, ogni giorno, ogni Domenica ci invita a camminare con Lui verso un nuovo orizzonte dove mi ritrovo più vero, più autentico, più Uomo. Ad ogni frase del Suo Vangelo, un invito a camminare verso la mia maturità rifiutando falsità ed ipocrisie.
Proprio di ipocrisia si parla in questa Domenica,  scegliere una vita che sia il più possibile espressione delle mie idee, dei miei sogni senza paura di quello che sono comprese le mie debolezze e paure… una vita senza maschere e senza carnevali.
Al peccato d'ipocrisia, si aggiunge quello della vanità, apparire non essere, proprio lo slogan dei nostri tristi giorni. Nascondendosi dietro a titoli di tutti i generi, millantati e non corrispondenti alla verità della nostra vita. A tale visione di vita, l’Amico Gesù ci suggerisce il cammino dell’umiltà e del servizio. Ministri della Vita, custodendola e servendola nella serena gioia di ogni giorno sapendo che tale gioia è la mia più bella ricompensa.


sabato 28 ottobre 2017

AMARE



XXX Domenica Tempo ordinario Anno A

“In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Alla provocazione dei farisei di ieri e di oggi, Gesù risponde con una sola parola che riassume tutte le Parole di Dio e degli uomini: Amare.
Credo che non esista parola più grande e bella di questa, perché è al centro della vita di ogni uomo, è nel suo intimo, nel suo cuore. Amare ed essere amati è il desiderio più profondo, l’essenza stessa della vita di ogni uomo.
Amare voce del verbo dare, che si declina in tanti modi: amare Dio, il prossimo e noi stessi.
·        Amare Dio per molti è osservare leggi e precetti, vivere onestamente ed osservare la morale. Amare Dio è molto di più, è vedere il mondo come lo vede Lui ed impegnarsi a realizzare il Suo Regno sulla terra.
·        Amare il prossimo è rispetto, solidarietà, condivisione.

sabato 21 ottobre 2017

PAGARE O RESTITUIRE?


XXIX domenica - Tempo ordinario Anno A


In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Pagare o restituire? Mentre i Farisei e gli Erodiani parlano di pagare, Gesù cambia il verbo in restituire “restituite”, apparentemente sembra un piccola distinzione ma non è così.
Lasciando da parte le tante provocazioni e riflessione che sempre la Parola di Gesù ci offre, io mi vorrei concentrare su questa piccola ma importante diversità dal linguaggio degli uomini e quello di Gesù.
Il mondo parla di pagare,  la pura logica del mercato: domanda e offerta,  ecco il prezzo da pagare… Gesù vede il mondo non in modo economicistico ma esistenziale, legato ai rapporti tra gli uomini da viversi nella logica dell’Amore.

sabato 14 ottobre 2017

SIAMO TUTTI INVITATI


XXVIII Domenica Tempo Ordinario – Anno A

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».

Il Signore ci invita ad una grande festa, non una festa qualsiasi, ma ad una festa nuziale. Credo che il giorno delle nozze sia il giorno più bello che si possa immaginare, sia per gli sposi che per tutti quelli che sono invitati. Eppure nessuno risponde all’invito. Come mai? Occorre avere un cuore aperto all’amore, alla gioia, alla felicità per poter far festa con gli sposi… altrimenti restiamo “fuori” da tale gioia e preferiamo cose più serie: gli affari, il lavoro tutte cose da uomini  “seri”.