sabato 19 agosto 2017

LA FEDE DI UNA MADRE

XX Domenica – Tempo ordinario Anno A

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

Il grido di una madre che chiede aiuto per il figlio/a malati è il grido più forte di questo mondo! Anche Gesù non può che ascoltare.
Una donna, una madre  e per di più pagana ma con una fede incrollabile. Anche i titoli con cui si rivolge a Gesù denotano una comprensione profonda del mistero della Sua persona: Figlio di David, Re e Messia atteso dal popolo di’Israele ma va oltre all’apparenza umana ed arriva al cuore del mistero… Signore, Figlio di Dio venuto sulla terra.


Una fede che non si arrende di fronte al silenzio di Gesù, alle sue opposizioni che avrebbero scoraggiato chiunque, alle Sue argomentazioni circa i tempi per il suo progetto missionario. Per la madre c’è solo l’urgenza di salvare il figlio!
Anche i discepoli intervengono non tanto per senso di carità ma di convenienza: “…ci viene dietro e ci importuna con il suo vociare”.
Una donna fa cambiare il progetto di Gesù così come Maria a Cana di Galilea, anche lei anticipa l’ora dei pagani al Regno di Dio. Non chiede se non le briciole, quello che resta.
La sua grande fede sta nel credere che nel cuore di Dio non ci sono che  figli , che Lui prova dolore per il dolore di ogni bambino, di ogni uomo,  Lui è sempre pronto ad ascoltare  tutti oltre le religioni, le nazionalità le nostre categorie.


sabato 12 agosto 2017

CORAGGIO SONO IO

XIX domenica - tempo ordinario Anno A

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». [...]




E’ strano il verbo usato da Matteo  che mette sulle labbra di Gesù all’inizio del Brano: “costrinse”. A prima vista suona come una sorta di violenza, di coercizione, a mio avviso fa parte di un piano preciso per vedere come si sarebbero comportati i discepoli senza di Lui. Gesù  si prende cura di tutti e dà fiducia ai suoi discepoli chiedendo loro di “precederlo sull’altra riva”  perché lui deve “congedare la folla”.

sabato 22 luglio 2017

IL GRANO E LA ZIZZANIA


Gesù ci rivela il Padre e nello stesso tempo il cuore di ogni uomo.
Sono questi i due vertici della parabola odierna, i due protagonisti del dialogo tra il Creatore e la creatura che Dio ha voluto instaurare con tutti noi.
La Parola di Gesù pertanto, come sempre, ci rivela il progetto di Dio Padre, ci interpella  con l’ascolto e con la risposta nella nostra vita.

sabato 15 luglio 2017

LA VERGINE DEL CARMELO


La nuova Via intrapresa, ci porta oggi a celebrare con le nostre Suore, la Solennità di Maria Vergine del monte Carmelo, Patrona dell’omonimo Ordine Religioso.
L’odierna festa ci richiamo in duplice modo alla mente ed al cuore la Terra Santa, con la sua geografia sacra (relativa al monte Carmelo) e alla sua storia sacra facendoci meditare la figura di Maria Madre del Signore e Madre nostra.

sabato 8 luglio 2017

TI RENDO LODE, PADRE

xiv domenica Tempo ordinario – Anno A 

 In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».



 Il brano di questa settimana si inserisce in un contesto di crisi: il Battista è in prigione e da lì invia i suoi discepoli da Gesù per sapere se è Lui il Messia o no (il dubbio serpeggia anche nella mente di Giovanni). Anche le città intorno al lago di Galilea non riconoscono la potenza dei miracoli operati da Gesù e da lui vengono rimproverate: “guai a te Corazin, guai a te Betsaida e Cafarnao”. Traspare tutta la delusione e lo scoraggiamento del giovane Rabbì Gesù, una piccola notte dello spirito. Gesù ha improvvisamente come un sussulto di stupore, gli si apre davanti uno squarcio inatteso, un capovolgimento: Padre, ho capito e ti rendo lode.
    Questo episodio mi ha fatto venire in mente un’altra notte e un altro uomo. La notte di San Damiano quando Francesco d’Assisi sembra essere sopraffatto dal dolore fisico e spirituale, ma al mattino la luce della Grazia gli farà intonare un altro cantico: “Altissimo, bon Signore, tue son le laudi la gloria e l’onore…” il Cantico delle creature. “Ha rovesciato i potenti, ha innalzato gli umili”, i piccoli, Dio capovolge la logica del mondo, la verità viene rivelata solo ai semplici e agli umili: Maria, Francesco… Occorre vedere il mondo alla maniera di Dio, la sapienza dei dotti non serve, occorre la sapienza del cuore. Inizia un nuovo discepolato, quello del cuore, perché Dio non è un concetto, ma il cuore dolce e forte della vita che si incarna ogni giorno. (Letture: Zaccaria 9,9-10; Salmo 144; Romani 8,9.11-13; Matteo 11,25-30)

sabato 1 luglio 2017

GRAZIE E SEMPRE AVANTI!!!!!


Questo testo vuol essere un dono per ogni parrocchiano 
e un invito a continuare il cammino della propria vita cristiana 
come credenti contempl-attivi.

domenica 25 giugno 2017

VOI VALETE



“In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». (MT 10)

            Il primo invito che Gesù ci fa è quello del coraggio, virtù essenziale per vivere dignitosamente ogni vita umana, non solo per il credente. Non il coraggio delle grandi imprese ma quello da indossare tutti i nostri giorni feriali e festivi: il coraggio della verità. Contro i complotti che si ordiscono nelle tenebre della notte del male, le congiure ordite contro l’innocente, le trame eversive con il nemico giurato. Non solo quelle dei palazzi del potere con la “P” maiuscola ma tutte quelle che riempiono le nostre comunità, i nostri luoghi che ogni giorno viviamo.
Temete più la perdita della vostra dignità, la perdita della speranza, della fede più di quella del corpo; sapendo che il corpo come l’anima sono nella mani di Dio che ci custodisce.