giovedì 15 giugno 2017

IL PANE DELLA VITA

Domenica 18 giugno 2017
Corpus Domini – Anno A

“In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro (...). Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. (...) Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.


         Ogni giorno l’Eucarestia è celebrata nelle mille e mille chiese di tutto il mondo, senza contare che già nel giorno del Giovedì Santo ne celebriamo solennemente l’istituzione. Sorge allora una domanda: perché la Solennità odierna? Papa Urbano IV nel 1246 nell’instituire la Solennità del Corpus Domini, esprime nella Bolla di indizione il significato di questa festa che ripete anche a noi :
Sebbene l' Eucarestia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l'anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: 'Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Bolla Transiturus de hoc mundo)

Oggi è dunque una particolare occasione che ci è offerta per riflette sul Grande Dono dell’Eucarestia!
“Io sono il pane vivo” ci ripete Gesù.
Io, realtà personale, Sono, presente indicativo, il pane, non un pane comune ma vivente e per dare vita a chi ne mangia.
Il pane è una realtà santa, indica tutto ciò che fa vivere, e che l'uomo viva è la prima legge di Dio.
Pane realtà che profuma di casa, di cose quotidiane, semplici, familiari e nello stesso tempo indispensabili per la vita dell’Uomo.
Pane che va condiviso nella convivialità, quando siamo intorno ad una tavola dove cibo e amicizia nutrono la vita.
Un pane che discende a noi dal cielo… in quella notte Santa di Natale quando il Verbo si fece carne e che oggi rinnova la Sua presenza sull’altare di tutte le chiese del modo.
E’ il Mistero per eccellenza della nostra Fede che non finiremo mai di comprendere “supplisca la fede ai nostri sensi” ripetiamo dell’inno eucaristico del “Tantun ergo…” del  cherubinico Dottore Tommaso d’Aquino.
“Prendete, mangiate! Parole che mi sorprendono ogni volta, come una dichiarazione d'amore: “Io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell'intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita”. Qui è il miracolo, il batticuore, lo stupore: Dio in me, il mio cuore lo assorbe, lui assorbe il mio cuore, e diventiamo una cosa sola, con la stessa vocazione: non andarcene da questo mondo senza essere diventati pezzo di pane buono per qualcuno”. (PER)


(Letture: Deuteronomio 8,2-3.14b-16a; Salmo 147; 1 Corinzi 10,16-17; Giovanni 6,51-58)

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