CERCA NEL BLOG
martedì 12 dicembre 2017
sabato 9 dicembre 2017
NATALE: RI-COMINCIAMO
II Domenica di
Avvento Anno B
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
venerdì 8 dicembre 2017
sabato 4 novembre 2017
GESU' L'AMICO
XXXI Domenica
Tempo Ordinario – Anno A
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. (...) Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. (...) Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato».
Gesù, come amico vero, ogni giorno, ogni Domenica ci invita a
camminare con Lui verso un nuovo orizzonte dove mi ritrovo più vero, più
autentico, più Uomo. Ad ogni frase del Suo Vangelo, un invito a camminare verso
la mia maturità rifiutando falsità ed ipocrisie.
Proprio di ipocrisia si parla in questa Domenica, scegliere una vita che sia il più possibile
espressione delle mie idee, dei miei sogni senza paura di quello che sono
comprese le mie debolezze e paure… una vita senza maschere e senza carnevali.
Al peccato d'ipocrisia, si aggiunge quello della vanità,
apparire non essere, proprio lo slogan dei nostri tristi giorni. Nascondendosi
dietro a titoli di tutti i generi, millantati e non corrispondenti alla verità
della nostra vita. A tale visione di vita, l’Amico Gesù ci suggerisce il cammino
dell’umiltà e del servizio. Ministri della Vita, custodendola e servendola
nella serena gioia di ogni giorno sapendo che tale gioia è la mia più bella
ricompensa.
sabato 28 ottobre 2017
AMARE
XXX Domenica Tempo ordinario Anno A
“In quel tempo,
i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si
riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per
metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento.
Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da
questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Alla provocazione dei farisei di ieri e di oggi, Gesù
risponde con una sola parola che riassume tutte le Parole di Dio e degli
uomini: Amare.
Credo che non esista parola più grande e bella di questa,
perché è al centro della vita di ogni uomo, è nel suo intimo, nel suo cuore.
Amare ed essere amati è il desiderio più profondo, l’essenza stessa della vita
di ogni uomo.
Amare voce del verbo dare, che si declina in tanti modi:
amare Dio, il prossimo e noi stessi.
·
Amare Dio per molti è osservare leggi e
precetti, vivere onestamente ed osservare la morale. Amare Dio è molto di più,
è vedere il mondo come lo vede Lui ed impegnarsi a realizzare il Suo Regno
sulla terra.
·
Amare il prossimo è rispetto, solidarietà,
condivisione.
sabato 21 ottobre 2017
PAGARE O RESTITUIRE?
XXIX domenica -
Tempo ordinario Anno A
In quel tempo, i farisei se ne andarono e
tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli:
«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu
non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque,
di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù,
conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla
prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro.
Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli
risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che
è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Pagare o restituire? Mentre i Farisei e gli Erodiani parlano di pagare,
Gesù cambia il verbo in restituire “restituite”, apparentemente sembra
un piccola distinzione ma non è così.
Lasciando da parte le tante
provocazioni e riflessione che sempre la Parola di Gesù ci offre, io mi vorrei
concentrare su questa piccola ma importante diversità dal linguaggio degli
uomini e quello di Gesù.
Il mondo parla di pagare, la pura logica del mercato: domanda e
offerta, ecco il prezzo da pagare… Gesù
vede il mondo non in modo economicistico ma esistenziale, legato ai rapporti
tra gli uomini da viversi nella logica dell’Amore.
sabato 14 ottobre 2017
SIAMO TUTTI INVITATI
XXVIII Domenica
Tempo Ordinario – Anno A
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».
Il Signore ci invita ad una grande festa, non una festa
qualsiasi, ma ad una festa nuziale. Credo che il giorno delle nozze sia il
giorno più bello che si possa immaginare, sia per gli sposi che per tutti
quelli che sono invitati. Eppure nessuno risponde all’invito. Come mai? Occorre
avere un cuore aperto all’amore, alla gioia, alla felicità per poter far festa
con gli sposi… altrimenti restiamo “fuori” da tale gioia e preferiamo cose più
serie: gli affari, il lavoro tutte cose da uomini “seri”.
Iscriviti a:
Post (Atom)






